Astrea ensemble
L’Astrea ensemble nasce nel 1998 a Milano con l’intento
di proporre al pubblico un repertorio incentrato sui grandi classici
del tango viejo e sulla musica di Astor Piazzolla. Ben presto si fa
largo nella formazione l’esigenza di offrire un contributo originale
all’evoluzione di quel genere musicale: celebri standard del repertorio
jazzistico vengono arrangiati e ripensati nell’ottica del tango
nuevo. In tal modo i membri del gruppo - tutti ad un tempo jazzisti
e amanti del tango - intraprendono un’operazione speculare rispetto
all’intuizione piazzolliana: se infatti questa comportava l’immissione
di moduli e stilemi jazzistici nel tango, ora è la struttura
classica dello standard ad arricchirsi di nuovi impulsi provenienti
dalla musica di Buenos Aires. Maturate queste esperienze, il passo successivo
porta a coagularle nella creazione di un proprio repertorio: nascono
così le prime composizioni dei membri della formazione, che incontrano
il favore del pubblico e della critica. Da quel momento tutti gli sforzi
si concentrano in questo ambito, e il primo CD dell’Astrea Ensemble,
pubblicato nel febbraio 2002, ne è fedele testimone.
Di recente il gruppo ha composto e registrato la nuova colonna sonora
del secondo canale della Radio della Svizzera Italiana (che si può
ascoltare anche via Internet, nel sito www.rtsi.ch), e attualmente sta
preparando una tournée in Svizzera, Italia e Germania.
Il repertorio dell’ensemble riflette perciò
l’evoluzione del tango dalla sua nascita ad oggi: accanto ad alcuni
classici (Yira! Yira!, Mi Buenos Aires Querido) si ritrovano, in omaggio
a Piazzolla, alcune delle sue composizioni più note (Libertango,
Vuelvo al Sur, Adios nonino, ecc.) nonché tre celebri standard
(Recordame di Joe Henderson, Pensativa di Claire Fisher e I remember
Clifford di Benny Golson). Ma come detto l’elemento caratterizzante
è il nucleo di brani originali, destinato ad ampliarsi ulteriormente:
Astrea, Mater Matuta, Ecate, Cadmo e Armonia, Dedalo (tutti di D. Boggini),
Tubino, All’affare, C’era una volta (di A. Guareschi), Nobytango
(di M. Alemanno).
Lo spettacolo offerto dall’Astrea ensemble propone dunque un’esplorazione
a tutto campo, che possa illustrare le diverse tendenze presenti in
un genere affascinante come pochi, nella speranza che l’ascoltatore
vi ritrovi il piacere e l’entusiasmo che hanno accompagnato chi
l’ha prodotto, che ci si augura possano essere in qualche modo
contagiosi.